Tecniche di Produzione
 
La tecnica di allevamento a ciclo biologico completo delle chiocciole più diffusa nel mondo intero, e nella totalità dei casi in Italia, è quella chiamata “all’aperto”, su libero terreno.
Altre metodologie produttive sono state sperimentate negli ultimi 20 anni e alcune di queste, effettuate al di fuori del campo all’aperto, sono state oggetto di iniziative per lo più gestite in nazioni europee a clima freddo.
 
In Italia l’elicicoltura come già detto si attua esclusivamente su libero terreno e all’aperto, senza coperture o l’uso di strutture di protezione, in quanto l’attività diventa produttiva ed economica solamente se impostata con costi relativamente limitati e controllati.
Questo metodo consiste nell’introdurre, in appositi recinti, chiocciole destinate ad accoppiarsi ed a moltiplicarsi. La vendita del prodotto è costituita quindi non già dalle chiocciole immesse, come succede con il sistema incompleto o parziale, ma da quelle che nascono dalle chiocciole riproduttrici e si sviluppano nel più o meno lungo periodo di ingrasso.
La scelta dell’allevamento all’aperto su libero terreno, è stata determinante nell’impostazione e nello sviluppo di questa attività, e si è notevolmente differenziata dall’impostazione dell’elicicoltura negli altri paesi europei come la Francia e l’Inghilterra. Fin dai primi esperimenti, gli italiani hanno considerato improponibile un allevamento  di chiocciole in condizioni che non fossero quelle naturali proprie e ciò in relazione alla assoluta semplicità dell’anatomia e fisiologia del mollusco e alla lentezza del ciclo di vita. La chiocciola, infatti, mantenuta e allevata in condizioni artificiali ( in serra, contenitori o ambienti al chiuso ) si accoppia, depone le uova, e può anche diventare adulta, ma necessita di un continuo lavoro per la pulizia, per l’ eliminazione delle deiezioni, per l’apporto di alimenti dall’esterno e per l’ irrigazione artificiale.
 
Al coperto la chiocciola è meno soggetta, naturalmente, alla predazione da parte di insetti, roditori, volatili, ma presenta maggiori problemi per quanto riguarda l’assimilazione dell’anidride carbonica ( al coperto non vi è adeguata areazione )  e la mancata possibilità di beneficiare della naturale e tanto necessaria umidità, derivante dalla deposizione della rugiada sul suolo. Tutti questi fattori, uniti al principale deterrente causato dall’eccessivo costo di manodopera per una presenza continuativa dell’uomo nell’allevamento artificiale, hanno fatto si che in Italia non vi fosse neppure una realizzazione produttiva con questo sistema, ma che tutti gli oltre 5000 ettari di allevamento siano invece strutturati in pieno campo.
 
 
Tecniche di Produzione
Allevamento a ciclo biologico completo
 
 
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Lumache
a Ciclo Biologico Completo