LA CHIOCCIOLA: La lumaca etrusca di Tarquinia
La famiglia Conti è entusiasta, crede profondamente nella natura e in quello che può dare con il suo intervento, e così dopo varie traversie ha preso un piccolo appezzamento di terreno, ha creato dei rettangoli, ha piantato delle verdure adatte e ha iniziato l’allevamento delle chiocciole che in silenzio ovattato si ingrassano a migliaia. Due varietà: la Ligure (Helix Aspersa) e la Rigatella Nostrana (Helix Vermiculata). Tutte chiocciole allevate a terra ed allevate secondo un ciclo biologico completo.
Ogni mattina, da primavera all’autunno, sono raccolte con cura meticolosa, selezionate e sottoposte al processo di spurgatura, confezionate in sacchetti di rete e proposte al mercato.
Una visita sul posto è un’esperienza incredibile ed unica nella Tuscia. Il capofamiglia Giancarlo è molto disponibile per ogni consiglio ed è consapevole che il suo lavoro è importante per la conservazione di un prodotto difficile ma fondamentale per chi vuole gustare le lumache della tradizione.
Le Lumache della Tuscia
Fin dalla preistoria l’uomo si è cibato delle lumache. Anche i romani si cibavano di lumache, tanto da allevarle semplicemente in piccoli recinti dietro casa che chiamavano “cocleari”.
Nell’Alto Medioevo le lumache sostituivano le carni nei periodi di penitenza e così monaci e suore le allevavano negli orti dei loro conventi. La lumaca è un vero serbatoio di antibiotici ed altri farmaci tanto che Geleno ed Ippocrate la consideravano non un alimento ma una medicina. Tutto deriva dalla ghiandola dell’albumina che è posta nell’apparato riproduttivo e secerne degli enzimi che aiutano la rigenerazione dei tessuti, la cicatrizzazione di piaghe ed ustioni.
L’enzima principale è la lectina che ricopre le uova quando la lumaca le inserisce nel terreno per una completa protezione. La lumaca, si può affermare, è un dono della natura.